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SPORTIVA

#miriamoaunsogno: Marco Suppini

Decisamente il 2019 è stato il suo anno: un argento in coppia con Petra Zublasing agli Europei di Osijeck nella carabina mista con annesso record europeo, due titoli assoluti ai Campionati Italiani, ma soprattutto la carta olimpica conquistata alla Coppa del Mondo di Monaco sempre nell’aria compressa. Potremmo riassumere così l'anno d'oro di Marco Suppini (Fiamme Oro), il giovane ventunenne che una manciata di anni fa è partito dal poligono TSN di Vergato con tanta passione e si appresta il prossimo anno a vivere per la prima volta la sua avventura olimpica. 

Come vivi il rinvio delle Olimpiadi?

Personalmente trovo il rinvio delle Olimpiadi una grande opportunità, alla mia età un anno in più per prepararsi credo che mi possa fare solo bene.

Tokyo 2021 sarà la tua prima Olimpiade, come te le immagini?

Non sarà facile gestire l'adrenalina, sono sicuro però che mi lascerà una grandissima esperienza, dalle gare in se a tutto quello che ho appreso nei tre anni precedenti in preparazione. 

Come ti preparerai in questo anno sia a livello fisico che psicologico?

La preparazione fisica e mentale giocherà un ruolo fondamentale, in questo periodo di "pensionamento obbligato" abbiamo investito molto tempo su questi due aspetti. L’idea è quella di arrivare alla gara obiettivo con tutte le armi necessarie a disposizione e pronte all’utilizzo.

SuppiniHai ancora un anno davanti a te e sarà fondamentale mantenere alto il livello delle prestazioni, questo  ti spaventa?

Sicuramente sarà difficile organizzare questo anno, senza avere gare praticamente fino al 2021 devo stare attento a non sovraccaricare subito dopo la ripresa, per poi trovarmi con cali prestazionali nei momenti sbagliati. Appunto in questi giorni con allenatore e mental coach stiamo iniziando a pianificare il prossimo anno in maniera da continuare nella crescita e arrivare pronti ma riposati a luglio 2021.

Qual è la cosa più importante per vivere questo evento nella migliore maniera possibile?

Personalmente so che per vivere al meglio una certa situazione ho bisogno di essere “in pace con me stesso”: non devo avere rimorsi su quel che avrei potuto fare. Ho avuto tempo e il cielo me ne ha donato altro per arrivare alle Olimpiadi avendo provato e studiato tutto quello che dovevo, Il resto verrà da se, sarà un'esperienza che mi lascerà veramente con emozioni irripetibili.

Suppini 3Come sei riuscito a centrare l'obiettivo della carta olimpica?

Non era cercato. Già da un anno vivevo un periodo di grande crescita ed entrando in finale sia nella Coppa a Dehli che agli europei, confermavo a me stesso il grande stato di forma ma non mi ritenevo ancora adeguato per la preparazione alle Olimpiadi. Il fantasma della carta mi si presentò solo prima della finale, ricordo di aver definito la situazione come aver davanti l’Everest e doverlo scalare a mani nude e maniche corte. Però fu anche quella alla fine una bella emozione e un ricordo che mi piace portare con me.

Che consiglio daresti ai ragazzi della squadra junior per riuscire in questa impresa?

Non sono bravo a dare consigli, se potessi tornare indietro so che avrei dovuto fare il contrario in svariate situazioni. Ho avuto il momento di crescita che mi ha fatto arrivare dove sono ora, quando ho aumentato il carico di lavoro, ma allo stesso tempo l’ho affiancato ad una attenta programmazione. Ebbi la fortuna di incontrare un allenatore che seppe come prendermi e mi indirizzò in questa maniera. Il mio consiglio è quindi di lavorare, lavorare veramente tanto, ma farlo in maniera intelligente e pensata

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