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Marco De Nicolo: "Autostima e consapevolezza per Parigi 2024"

Una leggenda del tiro a segno italiano ora a disposizione della Nazionale Italiana di Carabina. Marco De Nicolo, che in carriera ha partecipato a ben 6 edizioni delle Olimpiadi, ininterrottamente dal 2000 al 2021, oggi è l'Head Coach delle squadra seniores e ha cambiato prospettiva: dalle linee di tiro come atleta all'allenamento dei tiratori della nazionale, in un ruolo dove sa sa di poter dare tanto.

In questa intervista ha fotografato la prima parte della stagione 2024 proiettandosi successivamente sull'immediato futuro, in vista delle Olimpiadi di Parigi, mettendoci anche la visione di chi di "Rassegne a Cinque Cerchi" se ne intende.

Marco, prima domanda: come procede la marcia di avvicinamento verso la fase più calda della stagione 2024 che poi porterà alle Olimpiadi di Parigi?
"Facciamo il punto della situazione. La prima parte della stagione era tarata sull'arrivare in una condizione di competitività agli Europei a 10m di Gyor, cosa che si è verificata, anche se poi non sono arrivate medaglie continentali e pass olimpici, all'interno di una rassegna di altissimo livello, dove primeggiare è sempre molto difficile. Abbiamo esaminato quanto successo anche dal punto di vista della distribuzione dello sforzo in qualifica e abbiamo capito che le energie potevano essere spalmate un po' meglio su tutto il tempo a disposizione per mettere i 60 colpi a bersaglio".

Quali sono i prossimi step?
"Abbiamo messo in agenda due raduni: uno indoor ad Appiano San Michele, che si è concluso qualche giorno fa e nel quale abbiamo lavorato sia sulla parte tecnica sia sulla parte mentale con lo psicologo dello sport Massimiliano Di Liborio, e uno outdoor a Bologna, nei prossimi giorni, in vista del Torneo di Qualificazione Olimpica di Rio de Janeiro, che si terrà a metà aprile.l A raduno di Bologna, proprio per calarci ulteriormente nella mentalità da gara avremo ospiti alcuni tiratori francesi e austriaci".

A proposito di qualificazione olimpica, Danilo Dennis Sollazzo formalmente è già in possesso del pass a "Cinque Cerchi": come si sta preparando in questi mesi?
"Sollazzo ha confermato a più riprese di essere un tiratore di livello internazionale, in particolar modo nelle gare ad aria compressa dai 10m. Lui sta lavorando per rendere ulteriormente forti i suoi tratti caratteristici da tiratore, non dimenticando però che alle Olimpiadi sarà in concorso anche nella gara delle 3 posizioni da 50m dove, per arrivare a essere competitivo, dovrà alzare i suoi standard e cercare di fare più esperienza possibile in questi mesi".

Edoardo Bonazzi, Simon Weithaler, Sofia Ceccarello, Barbara Gambaro e Martina Ziviani: tutti e cinque sono arrivati vicini, chi nella gara ad aria compressa, chi in quella delle 3 posizioni, alla qualificazione olimpica, senza riuscire ad ottenerla. Su cosa si sta lavorando, sia in gruppo che individualmente?
"Il fatto che tutti e cinque, a più riprese, siano arrivati vicini alla qualificazione olimpica ci dice che il loro livello tecnico è assolutamente adeguato alla scena internazionale. Ora stiamo ricercando quel "click mentale" che consenta loro di essere al massimo e per più tempo possibile durante una o più gare: ecco perché riteniamo che il lavoro già svolto e messo in programma per le prossime settimane con lo psicologo dello sport Massimiliano Di Liborio sia e diventerà di fondamentale importanza".

Nella tua carriera hai partecipato a ben 6 Olimpiadi, passando ovviamente per 6 percorsi di qualificazione all'evento. Qual è il consiglio che ti senti di dare ai tiratori e alle tiratrici di oggi della nazionale?
"Ogni processo di qualificazione olimpica è e sarà diverso da un altro. Il consiglio che mi sento di dare ai tiratori e alle tiratrici della nazionale è quello di restare focalizzati sulle proprie abilità. Solo attraverso la serenità e la convinzione nei propri mezzi si può arrivare ad esprimere il massimo delle proprie possibilità. L'importante è trovare una prestazione soddisfacente, anche se questa non sempre coincide con un risultato importante: il tiro a segno è fatto di avversari e di dettagli, questo non va mai dimenticato".

Foto: Marco De Nicolo (Credits / Marco Massetti)